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1895, Luigi Lavazza
venerdì 21 febbraio 2025
lunedì 17 febbraio 2025
lunedì 20 gennaio 2025
venerdì 17 gennaio 2025
martedì 14 gennaio 2025
martedì 31 dicembre 2024
lunedì 30 dicembre 2024
... Ivi noi scordiamo per una metà della vita le cure dell’altra. Ma qual folla di pensieri aggradevoli e tristi si mescola, si accumula nel mio cervello! Un letto ci vede nascere e ci vede morire, è il teatro variabile, in cui il genere umano rappresenta a vicenda drammi commoventi, farse risibili, e tragedie spaventevoli; è una culla guernita di fiori; è il trono dell’amore; è un sepolcro.
Xavier de Maistre
domenica 29 dicembre 2024
... supponendo il merito dell'arte eguale nella musica e nella pittura, non bisognerebbe perciò affrettarsi di argomentare il merito dell'artista. Si veggono fanciulli toccare il gravicembalo da gran maestri; ma non si è mai veduto un buon pittore di dodici anni. La pittura, oltre il gusto, il sentimento, vuol testa pensante, di cui i professori di musica possono far senza. Uomini senza testa e senza cuore (ogni dì ne siamo pur testimonj) non sanno trarre da un violino, da un'arpa suoni che innamorano?
Xavier de Maistre
sabato 28 dicembre 2024
sabato 21 dicembre 2024
venerdì 20 dicembre 2024
martedì 17 dicembre 2024
lunedì 16 dicembre 2024
domenica 15 dicembre 2024
martedì 10 dicembre 2024
sabato 30 novembre 2024
lunedì 25 novembre 2024
domenica 24 novembre 2024
Er caffettiere filosofo
L’ommini de sto monno so ll’istesso
Che vvaghi de caffè nner mascinino:
C’uno prima, uno doppo, e un antro appresso,
Tutti cuanti, però vvanno a un distino.
Spesso muteno sito, e ccaccia spesso
Er vago grosso er vago piccinino.
E ss’incarzeno tutti in zu l’ingresso
Der ferro che li sfraggne in porverino.
E ll’ommini accusì vviveno ar monno
Misticati pe mmano de la sorte
che sse li ggira tutti in tonno in tonno:
E mmovennose oggnuno, o ppiano, o fforte
Senza capillo mai caleno a ffonno
Pe ccascà nne la gola de la morte.
Giuseppe Gioacchino Belli
ovvero, la Consapevolezza dell’irragionevolezza della Speranza ...
L’ommini de sto monno so ll’istesso
Che vvaghi de caffè nner mascinino:
C’uno prima, uno doppo, e un antro appresso,
Tutti cuanti, però vvanno a un distino.
Spesso muteno sito, e ccaccia spesso
Er vago grosso er vago piccinino.
E ss’incarzeno tutti in zu l’ingresso
Der ferro che li sfraggne in porverino.
E ll’ommini accusì vviveno ar monno
Misticati pe mmano de la sorte
che sse li ggira tutti in tonno in tonno:
E mmovennose oggnuno, o ppiano, o fforte
Senza capillo mai caleno a ffonno
Pe ccascà nne la gola de la morte.
Giuseppe Gioacchino Belli
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